TERRA DELLE GINESTRETerra delle Ginestre

Crediamo nelle ORIGINI, nei LUOGHI, nel RISPETTO.

Terra delle Ginestre è stata fondata il 30 marzo 1998. Le motivazioni che portarono a questa scelta furono, la passione per il vino, ma soprattutto il grande amore per la propria terra, le sue tradizioni e la sua storia. Uno degli obiettivi dell'azienda fu quello di recuperare i vitigni storici della tradizione del litorale della Riviera di Ulisse, nel Lazio meridionale (Sud Pontino), in conseguenza dell'antichissima storia vitivinicola dell'area geografica in cui nasceva l'azienda. Il territorio aveva infatti goduto, nei millenni passati, di una grande fama grazie alla produzione di vini straordinari (Cecubo e Falerno), esclusivi delle mense dei politici e della nobiltà dell'antica Roma ma, da troppo tempo ormai, era caduto in un preoccupante oblio. Iniziava così, dopo lunghe ricerche e selezioni, con lo scopo di individuare i cloni dei vitigni descritti dagli antichi autori latini ed oggi considerati quasi estinti, l'attività di Terra delle Ginestre. Ciò che anima, oggi più che mai, l'attività di Terra delle Ginestre è la convinzione di poter riportare sulle tavole, in giusta armonia con i piatti della gastronomia locale, i vini realizzati a partire dalle uve di vitigni ormai quasi sconosciuti quali il Metolano e l'Abbuoto (uve a bacca rossa) accanto al Bellone e al Moscato di Terracina (uve a bacca bianca). Vini nuovi da vitigni antichi, nel rispetto della tradizione: la scommessa è possibile.

TRADIZIONE E NUOVE TECNOLOGIE

Ad oggi l'azienda, pur mantenendo la ragione sociale di piccola Cooperativa, è divenuta azienda agricola a conduzione familiare con una produzione di circa 15.000 bottiglie annue, un ettaro di vigneti di proprietà e quattro ettari in affitto. Il raggiungimento di ottimi livelli qualitativi, certificati dalle migliori guide specialistiche stanno generando un grande interesse nel mercato con un forte aumento della richiesta in molti casi proveniente anche da realtà territoriali molto distanti.

Tecnologia per eliminare l'uso dell'Anidride Solforosa nella produzione di Vino

Terra delle Ginestre dal 2012 ha prodotto i primi vini senza solfiti aggiunti e già la vendemmia 2013 ha segnato la svolta utilizzando questa tecnica per circa il 50% della propria produzione. L'efficacia antimicrobica della combustione di cristalli di zolfo nei contenitori usati per il trasporto e la conservazione degli alimenti era già conosciuta dagli antichi Romani, ma solo dagli inizi del 900 si è iniziato ad utilizzare l'anidride solforosa, sottoforma di gas o sali di metabisolfito, aggiungendola direttamente nei cibi, per migliorarne la resistenza alle ossidazioni e alterazioni microbiche. L'anidride solforosa è un gas tossico per il metabolismo umano, e se assunto in dosi massicce può essere causa di gravi danni alla salute, oltre ad essere un elemento di forte impatto organolettico. Tra gli alimenti che contengono significative concentrazioni di questo gas vi è il vino, infatti, i limiti di legge consentono concentrazioni variabili tra i 150 e 200 mg/lt. Fortunatamente, la sempre crescente consapevolezza alimentare e sensibilità ai temi salutistici delle nuove generazioni, stanno influenzando i produttori nel ridurre sempre più l'utilizzo di questo elemento. Da qualche anno si possono trovare sul mercato, vini senza solfiti aggiunti, ma spesso all'assaggio risultano fortemente ossidati, e a volte con incipienti difetti microbici che ne invalidano le peculiarità organolettiche. Agli inizi degli anni 2000 una società di biotecnologie svizzera BIOMA ha cominciato a studiare molecole di origine vegetale che avessero efficacia antisettica e antiossidativa, e dal 2007 ha iniziato ad utilizzare un estratto di vinacciolo dell'uva e proteine vegetali che, aggiunto al vino al posto della anidride solforosa, non solo ha permesso di avere vini microbiologicamente sani, ma anche stabili rispetto alle ossidazioni e, soprattutto senza la devastante interferenza organolettica dei "SOLFITI". Oggi sempre più aziende stanno sviluppando l'uso nei propri protocolli di queste molecole vegetali e i vini prodotti con questa tecnica risultano stabili nel tempo preservando i migliori caratteri organolettici di forte espressività territoriale e forte richiamo ai sentori fruttati delle uve di partenza.

DICONO DI NOI

- Lentisco 2013 di Maurizio Taglioni pubblicato su "www.lavinium.it" (Febbraio 2016)

- Abbuoto un grappolo di storia di Sandro Notargiacomo pubblicato su "I piaceri della vite" (Aprile 2017 pag. 40-43)

VINI SENZA SOLFITI

Tecnologia per eliminare l'uso dell'Anidride Solforosa nella produzione di Vino

Terra delle Ginestre dal 2012 ha prodotto i primi vini senza solfiti aggiunti e già la vendemmia 2013 ha segnato la svolta utilizzando questa tecnica per circa il 50% della propria produzione. L'efficacia antimicrobica della combustione di cristalli di zolfo nei contenitori usati per il trasporto e la conservazione degli alimenti era già conosciuta dagli antichi Romani, ma solo dagli inizi del 900 si è iniziato ad utilizzare l'anidride solforosa, sottoforma di gas o sali di metabisolfito, aggiungendola direttamente nei cibi, per migliorarne la resistenza alle ossidazioni e alterazioni microbiche. L'anidride solforosa è un gas tossico per il metabolismo umano, e se assunto in dosi massicce può essere causa di gravi danni alla salute, oltre ad essere un elemento di forte impatto organolettico. Tra gli alimenti che contengono significative concentrazioni di questo gas vi è il vino, infatti, i limiti di legge consentono concentrazioni variabili tra i 150 e 200 mg/lt. Fortunatamente, la sempre crescente consapevolezza alimentare e sensibilità ai temi salutistici delle nuove generazioni, stanno influenzando i produttori nel ridurre sempre più l'utilizzo di questo elemento. Da qualche anno si possono trovare sul mercato, vini senza solfiti aggiunti, ma spesso all'assaggio risultano fortemente ossidati, e a volte con incipienti difetti microbici che ne invalidano le peculiarità organolettiche. Agli inizi degli anni 2000 una società di biotecnologie svizzera "BIOMA" ha cominciato a studiare molecole di origine vegetale che avessero efficacia antisettica e antiossidativa, e dal 2007 ha iniziato ad utilizzare un estratto di vinacciolo dell'uva e proteine vegetali che, aggiunto al vino al posto della anidride solforosa, non solo ha permesso di avere vini microbiologicamente sani, ma anche stabili rispetto alle ossidazioni e, soprattutto senza la devastante interferenza organolettica dei "SOLFITI". Oggi sempre più aziende stanno sviluppando l'uso nei propri protocolli di queste molecole vegetali e i vini prodotti con questa tecnica risultano stabili nel tempo preservando i migliori caratteri organolettici di forte espressività territoriale e forte richiamo ai sentori fruttati delle uve di partenza.

Il Generale
Il Generale

DESCRIZIONE I vigneti di Abbuoto e Uva Vipera che Terra Delle Ginestre ha impiantato qualche anno fa, rendono finalmente possibile la produzione di questo vino che evoca i fasti di un antichissimo vino prodotto dagli etruschi che era il Cecubo. Da ricerche storiche, infatti emerge la presenza di questi vitigni in questo territorio prima dell’avvento dell’impero Romano.

VINIFICAZIONE Le uve raccolte manualmente, sono trasportate immediatamente in cantina in cassette da 18 kg, vengono pigiadiraspate e vinificate con macerazione a temperatura controllata per circa 8 giorni con delestage e rimontaggi per 1-2 volte al giorno. Alla svinatura il mosto completa la fermentazione in fusti di rovere da 225 lt, e qui vi rimane per 12 mesi con completamento della malolattica. Al travaso in acciaio segue un periodo di 3-4 mesi di affinamento durante il quale si effettuano travasi di illimpidimento, e infine imbottigliato con filtrazione tramite cartucce inerti di porosità 3 micron.

DEGUSTAZIONE Vino dal colore rubino intenso, poco trasparente con unghia granata, si presenta al naso ampio e speziato con sentori di frutta rossa e cioccolato. Al gusto è leggermente disarmonico per la giovane età delle piante di origine, ma già espressivo di caratteri di personalità unici dovuti alle uva di provenienza.

ABBINAMENTO La sua semplicità, accompagnata dalla discreta presenza di tannino dolce lo colloca tra i vini di buona struttura che ben si abbinano a piatti di carne elaborati, caccia e formaggi stagionati. Va servito, alla temperatura di -18°C

Lentisco
Lentisco

DESCRIZIONE Lentisco, nasce dalla ricerca di Terra delle Ginestre, per individuare, sul territorio, un vitigno che fosse capace di esprimere la tradizione dei vini bianchi locali. E' un punto di riferimento per l’enologia di recupero di tecniche e caratteri tradizionali di “ORIGINE”. Prodotto con uve bellone raccolto da pochissime vigne sparse nelle zone adiacenti al mare dei comuni di Formia e Minturno.  L’incredibile sinergia di fattori pedoclimatici e antiche tecniche di vinificazione rende questo vino unico e inserito nei bianchi italiani più longevi, al punto che attualmente Terra Delle Ginestre offre in listino tutte le annate fino al 2006, che alla degustazione risulta ancora incredibilmente pronto e con caratteri di evoluzione in bicchiere tipici di un vino rosso.

VINIFICAZIONE Le uve raccolte manualmente, sono trasportate immediatamente in cantina in cassette da 18 kg, vengono pigiadiraspate e vinificate con macerazione a temperatura ambiente per circa 48 ore con innesco della fermentazione. Alla svinatura il mosto completa la fermentazione in fusti di Castagno da 300 lt. E qui rimane, sulle fecce di fermentazione, per 8 mesi, infine dopo alcuni mesi di permanenza in acciaio, viene imbottigliato con filtrazione di porosità 1 micron con cartucce di materiali inerti.

DEGUSTAZIONE Già all’impatto visivo esprime carattere di vino molto particolare, esso è di colore paglierino intenso, con riflessi di oro antico. All’olfatto è ricchissimo di sentori di frutta matura mandorla e miele con un gradevole sentore di affumicato reso dalla permanenza in botti di castagno, al gusto è unico, emozionante per quanto ricco di stimoli gustativi, in particolare la tostatura di caffè che accompagna un corpo perfettamente armonico con la freschezza.

ABBINAMENTO La complessità del vino lo rende in perfetto abbinamento con piatti di pesce elaborato al forno con verdure, primi con legumi, formaggi di media stagionatura anche salati, ottimo come vino da meditazione o da bere fuori pasto. Va servito, alla temperatura di -12°C

Invito s.s.a.
Invito senza solfiti aggiunti

DESCRIZIONE L’Invito è un vino che racchiude in se la filosofia di produzione di Terra Delle Ginestre, che sin dalla nascita si è prefissa di riportare alla luce gli antichi fasti di un territorio da sempre legato alla produzione di uve da vino ma che la moderna cementificazione ha reso ormai la produzione vitivinicola quasi estinta. Qui il Moscato viene allevato da tempo memorabile e Terra delle Ginestre lo interpreta come si presume si sia sempre prodotto, cioè vino fermo e secco con estrema freschezza e piacevolezza di beva.

VINIFICAZIONE Le uve raccolte manualmente, sono trasportate immediatamente in cantina in cassette da 18 kg, vengono pigiadiraspate e vinificate con macerazione a temperatura ambiente per circa 6-8 ore. Dopo la svinatura la fermentazione viene gestita con temperatura di 18°C. Alla fine della stessa si effettua un travaso per la separazione delle fecce grossolane, in contenitori di acciaio, e riposa per circa 4-6 mesi su fecce fini. Dopo ulteriori travasi di illimpidimento viene imbottigliato con filtrazione tramite cartucce inerti di porosità 0,45 micron.

DEGUSTAZIONE Vino unico, si presenta di un colore paglierino con netti riflessi verdognoli, al naso è molto intenso e persistente con netti sentori di fiori bianchi, melone giallo e acqua di millefiori. Al gusto è secco con grande intensità e discreta persistenza retrolfattiva, conserva una buona consistenza acida che lo rende piacevole alla beva, anche per il suo corpo leggero.

ABBINAMENTO È sicuramente un vino da cibi freschi della cucina mediterranea a base di pesce, anche crudo, ottimo come aperitivo, antipasti leggeri e marinature. Va servito, alla temperatura di -10°C

Ricordi s.s.a.
Ricordi senza solfiti aggiunti

DESCRIZIONE Ricordi è un vino che riprende l'antica usanza di mescolare uve provenienti da vitigni diversi per ottenere vini piacevoli alla beva e integri nel tempo. L'utilizzo del Metolano, Barbera e Merlot in parti uguali, riprende l'usanza dei viticultori del basso Lazio che impiantavano i vigneti miscelando i tre vitigni che maturano nello stesso periodo, prima decade di ottobre. Dalla annata 2012 non viene aggiunto di anidride solforosa sostituita da un estratto di molecole vegetali dal vinacciolo dell'uva e piante officinali, Ricordi è un vino che non contiene solfiti aggiunti, pertanto più gradevole alla beva.

VINIFICAZIONE La vendemmia avviene nella prima decade di ottobre, le uve, dei diversi vitigni raccolte contemporaneamente e manualmente, vengono trasportate in cantina in cassette da 18 Kg. Subito diraspate e raffreddate fino a 15°C vengono poste in fermentino di acciaio, per la macerazione delle bucce, che si protrae per circa 7 giorni a temperatura di 2O°C. A fermentazione alcolica ultimata, il vino viene travasato più volte a distanza di pochi giorni per l'illimpidimento naturale, senza interventi enologici. All'imbottigliamento viene filtrato con cartucce inerti di porosità 2 micron.

DEGUSTAZIONE Vino giovane dal colore molto intenso con riflessi purpurei, all'olfatto si presenta con un tono odoroso diretto e concreto, con note di frutta rossa e sentori di erbe aromatiche e spiccata riconoscibilità dell'uva. In bocca le percezioni acidule sono tenute unite da una tensione tannica armonica ed appagante, non mancano corpo e densità che rendono giustizia alla persistenza del gusto con enorme piacevolezza di beva e assoluta integrità delle percezioni fruttate.

ABBINAMENTO Da servire ad una temperatura di 16/18°C in un calice di media ampiezza, è ideale per primi con legumi elaborati al forno (lasagne), secondi di carne bianca e rossa al forno a alla brace. Formaggi e salumi di media stagionatura.

Letizia
Letizia

DESCRIZIONE l'unione del Moscato di Terracina e Bellone al 50% raccolti prima della piena maturazione, dà origine al Letizia. Letizia è un vino pensato per un pubblico che apprezza vini di pronta beva, dal corpo leggero e con minore concentrazione alcolica. La semplice vinificazione e la breve sosta di affinamento in acciaio lo rendono estremamente piacevole alla beva e versatile negli abbinamenti.

VINIFICAZIONE La vendemmia avviene nella prima decade di Settembre, le uve, raccolte manualmente, vengono trasportate in cantina in cassette da 18 Kg, diraspate, vengono poste in pressa per la pressatura soffice a 0,8 bar. La fermentazione alcolica avviene in contenitori di acciaio con controllo della temperatura a 16°C per circa 20 giorni. A fermentazione malolattica svolta, si operano diversi travasi a freddo per l'illimpidimento naturale senza interventi enologici. All'imbottigliamento viene filtrato con cartucce inerti di porosità 0,45 micron.

DEGUSTAZIONE Vino fresco e armonico dal colore paglierino, all'olfatto si presenta ricco di sentori fruttati tipici e floreali. Al gusto è estremamente piacevole nella sua semplicità e rende il palato pulito e senza durezze acido/tanniche esaltandone l'armonia gustativa.

ABBINAMENTO Da servire ad una temperatura di 8°C in un calice per vini bianchi, è ideale per accompagnare aperitivi, piatti di apertura del menù e i classici piatti di pesce della cucina del Golfo.

Promessa
Promessa

DESCRIZIONE Il Moscato di Terracina ha negli aromi e concentrazione zuccherina le sue caratteristiche più significative. L'appassimento delle uve in ambiente ricco di muffe nobili ne esalta questi caratteri al punto da renderlo confrontabile con i più grandi e famosi vini dolci del mondo.

VINIFICAZIONE La vendemmia avviene nella terza decade di Settembre, le uve, raccolte manualmente, vengono trasportate in cantina in cassette da 18 Kg, e selezionate manualmente, poste in cassettini da 5 kg in un locale dove nel corso degli anni si sono radicati ceppi di muffa nobile e, qui, subisce un appassimento fino a perdere il 50% di peso in circa 60 giorni. La vinificazione avviene con diraspatura e macerazione per 3/4 giorni, alla svinatura pressate con torchio tradizionale e parte del liquido fermenta in piccole botti di rovere e ciliegio. Dopo lunga sosta sulle fecce viene imbottigliato senza alcuna pratica enologica.

DEGUSTAZIONE Vino non eccessivamente dolce, dai profumi molto complessi di frutta secca, affumicato e erbe aromatiche. Giustamente alcolico al palato e lungo, complesso e leggermente acidulo con contrasto dolce/acido che lo rende unico e accattivante.

ABBINAMENTO VIno da fine pasto, ideale su formaggi erborinati o lungamente stagionati, biscotti secchi, e portate di dessert non troppo dolci e prive di crema.

Contatti

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